AI e procurement: hype o vero vantaggio competitivo?
20/8/2025
•7 MIN DI LETTURA
Nel procurement oggi si parla tantissimo di AI. Ma l’AI è davvero trasformativa o è solo un effetto mediatico? Secondo l’articolo State of AI in Procurement in 2025, ben l’80% dei Chief Procurement Officer considera strategico investire in AI nei prossimi 12 mesi, con il 66% che la considera una priorità alta (Art of Procurement, 2025).
L’AI infatti porta con sé vantaggi concreti quali:
Efficienza operativa Uno studio KPMG stima una riduzione fino all’80% del tempo nei processi ripetitivi di procurement
Risparmio reale L’analisi intelligente dello spend nell’indirect procurement può generare fino al 15% di risparmi in un anno (Consulting Quest, 2025)
Gestione del rischio L’AI aiuta a identificare segnali di rischio finanziario o operativo prima che impattino il business, migliorando compliance e verificabilità. Monitoraggio predittivo significa scelte più sicure
Supporto decisionale strategico Strumenti AI non solo analizzano trend, ma suggeriscono strategie ottimali in base a performance passate, condizioni di mercato e scenari di rischio (Art of Procurement, 2025).
Ma l’adozione dell’AI porta con se anche dei limiti che vanno considerati. IBM stima che il 59% dei CPO ritenga particolarmente importante utilizzare l’AI generativa su compiti legati all’analisi predittiva, ma solo chi riesce a far funzionare davvero il primo progetto di implementazione vede benefici duraturi (IBM). In aggiunta, molti sistemi attuali sono ancora poco soddisfacenti come emerso da una ricerca di Airbase che riporta che solo il 30% degli utenti che utilizzano sistemi di AI applicati al procurement è “molto soddisfatto”.
Altri temi da tenere in considerazione sono:
- Bias (i.e., pregiudizi) nei modelli di dati L’AI è tanto potente quanto i dati che la alimentano. Se i dati storici di procurement contengono squilibri, distorsioni o preferenze implicite (per esempio verso fornitori di specifiche aree geografiche o di una certa dimensione), l’AI tenderà a replicarli o persino ad amplificarli. Il risultato può essere una riduzione della diversità nella base fornitori o l’emersione di rischi reputazionali, soprattutto in un contesto in cui inclusione e sostenibilità ESG sono fattori strategici. Per questo è essenziale affidarsi a soluzioni basate su dati verificati e aggiornati, ma anche introdurre meccanismi di controllo e revisione costante dei risultati generati. L’AI può svolgere compiti operativi e ripetitivi a basso valore aggiunto, ma la valutazione critica e la decisione finale devono restare sempre nelle mani delle persone.
- Scarsa formazione interna Molti progetti di AI falliscono non per la tecnologia in sé, ma per la scarsa preparazione delle persone che devono utilizzarla. Il procurement è fatto di competenze analitiche, negoziali e relazionali: l’AI deve essere vista come un supporto che potenzia, non sostituisce. Formare il team su come leggere i dati generati dall’AI, come validare insight e come integrare questi strumenti nei processi quotidiani diventa quindi essenziale. Senza una cultura digitale diffusa e senza una chiara governance, il rischio è di creare un “gap di fiducia” tra ciò che la macchina propone e ciò che le persone sono disposte a seguire.
- Aspetti etici e privacy legati all’uso di LLM e dati dei fornitori L’utilizzo di AI comporta rischi legati a trasparenza, responsabilità e trattamento di dati sensibili. Con il AI Act (in vigore dal 1º agosto 2024), l’UE classifica i sistemi AI in quattro livelli di rischio: inaccettabile, alto, limitato, minimo — più una categoria a parte per gli LLM (GPAI), con specifici obblighi di trasparenza. Le soluzioni di rischio limitato o minimo richiedono sempre supervisione umana, il che significa che l’AI assiste, non decide in autonomia. Questo approccio tutela la privacy, garantisce responsabilità, favorisce fiducia e coerenza con gli ESG. Per approfondire, qui trovi una panoramica semplice ma completa dell’AI Act.
Il vero valore dell’AI come vantaggio competitivo emerge solo quando:
- si parte da un problema concreto da risolvere (spreco di tempo, lentezza nelle approvazioni, scarsa qualità o frammentazione dei dati);
- l’AI è utilizzata per potenziare il lavoro delle persone, non per ridurne il ruolo o sostituirle;
- tecnologia, processi e competenze del team sono allineati, così che gli insight generati diventino realmente azioni efficaci e decisioni informate.
Infatti, l’AI non è un’onda da cavalcare a prescindere, ma quando applicata ai giusti punti critici del procurement, può diventare una leva strategica forte, reale e che può fare la differenza.
Se vuoi scoprire come usare l’AI in modo concreto e sicuro, puoi partire da strumenti pensati per il procurement. Con Soource hai la possibilità di individuare nuovi fornitori, accedere a dati accurati e affidabili e gestire la tua vendor base come un vero asset strategico. Il tutto con una soluzione AI a rischio limitato, un’interfaccia intuitiva e il supporto costante di un team dedicato alla formazione.

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FAQ
Abbiamo raccolti qui le domande più frequenti, ma non esitare a contattarci se dovessi avere dubbi o volessi sapere di più su Soource.
Soource è compatibile con il mio gestionale (ERP o Procurement Suite)?
Sì, Soource è compatibile con i principali software ERP e procurement come SAP Ariba, Jaggaer e altri sistemi aziendali. È possibile integrarlo per uno scambio bidirezionale di dati oppure usarlo come soluzione plug & play, senza necessità di integrazione.
I miei dati su Soource sono protetti e sicuri?
Assolutamente. Tutti i dati aziendali, personali e dei fornitori restano di tua proprietà e vengono trattati secondo il GDPR e le normative europee. I dati generici vengono invece anonimizzati per migliorare le performance della piattaforma e della community Soource.
Da dove arrivano i dati dei fornitori su Soource?
Il database di Soource combina:
- Fonti certificate e pubbliche
- Dati raccolti da web crawling intelligente
- Informazioni estratte automaticamente da email aziendali
Oggi Soource offre il più grande database di aziende italiane con contatto email diretto.
Posso allegare file a RFI, RFQ o RFP su Soource?
Sì, puoi allegare documenti in qualsiasi formato alle tue richieste (RFI - Request for Information, RFQ - Request for Quotation o RFP - Request for Proposal). In particolare, per le RFI, è consigliato includere una scheda tecnica del prodotto per ottenere risposte più dettagliate dai fornitori.
Posso inviare follow-up ai fornitori con Soource?
Sì. Con Soource puoi filtrare i fornitori che non hanno risposto e inviare un follow-up massivo in un clic. Questo ti aiuta a raddoppiare il tasso di risposta, fino all’80% in media, migliorando la gestione delle RFI, RFP e RFQ.
Soource è conforme all’AI Act europeo?
Sì. L’intelligenza artificiale di Soource è conforme al nuovo AI Act dell’Unione Europea, rientrando nella categoria a rischio nullo, poiché supporta solo attività interne e non automatizza processi verso l’esterno o decisioni critiche.
Perché usare Soource per le RFI e RFP?
Con Soource puoi:
- Creare RFI (Request for Information) e RFP (Request for Proposal) in pochi clic
- Inviarle automaticamente a fornitori selezionati
- Analizzare le risposte con intelligenza artificiale
- Estrarre e confrontare certificazioni, disponibilità, capacità tecniche
Risparmi tempo e identifichi più rapidamente i fornitori migliori.
Posso usare Soource anche per le RFQ?
Sì. Soource supporta anche le RFQ (Request for Quotation) per richiedere offerte economiche. La piattaforma automatizza:
- L’invio delle RFQ
- La ricezione e lettura delle risposte
- Il confronto tra prezzi e condizioni